Come cambiano le preferenze politiche dei lavoratori (Italianieuropei)

Le elezioni politiche del 2018 hanno reso evidente un gigantesco cambiamento negli orientamenti elettorali: al grave insuccesso del PD e di tutte le forze di centrosinistra ha fatto da relativo contrap­peso il buon risultato conquistato da esse nei quartieri centrali di alcune aree urbane, in passato spesso marcatamente spostati a destra. Il caso più clamoroso riguarda il quartiere romano dei Parioli, con­siderato tradizionalmente di destra o addirittura di estrema destra, e negli ultimi anni divenuto invece uno dei principali terreni di caccia della sinistra. Questo è sicuramente un fenomeno interessante. Ma è ancora più importante sottolineare l’evento – non solo italiano – del massiccio spostamento a destra di larga parte dei lavoratori. In particolare di quella che gli anglosassoni chiamano la working class: lavoratori, non solo dell’industria, ma anche dei servizi, impegnati in attività manuali ed esecutive, come gli operai e in generale i blue collars. Se non fa più notizia il voto a destra (o non a favore dei partiti pro labor) degli operai e dei lavoratori, negli ultimi anni si è verificato il diluvio: non è un caso che l’Italia sia, tra i paesi europei importanti, l’unico ad avere visto il successo maggioritario delle formazioni che per comodità definiamo “neopopuliste”, le quali hanno largamente beneficiato di questi nuovi orientamenti.

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Di Mimmo Carrieri

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