Nota a margine (Marco Emanuele, 1° gennaio 2019)

Questa nota è dedicata alla politica e prende spunto dal Messaggio di Papa Francesco  per la Giornata Mondiale della Pace 2019, La buona politica è al servizio della pace.
 

Prendere sul serio la politica nei suoi diversi livelli – locale, regionale, nazionale e mondiale – significa affermare il dovere dell’uomo, di ogni uomo, di riconoscere la realtà concreta e il valore della libertà di scelta che gli è offerta per cercare di realizzare insieme il bene della città, della nazione, dell’umanità. Così scriveva Paolo VI, nel 1971, nella Lettera Apostolica Octogesima Adveniens.

Nota Papa Francesco nel messaggio sopra richiamato: Ne siamo certi: la buona politica è al servizio della pace; essa rispetta e promuove i diritti umani fondamentali, che sono ugualmente doveri reciproci, affinché tra le generazioni presenti e quelle future si tessa un legame di fiducia e di riconoscenza. Scrive ancora Francesco:  La politica è per la pace se si esprime, dunque, nel riconoscimento dei carismi e delle capacità di ogni persona. (…)  La vita politica autentica, che si fonda sul diritto e su un dialogo leale tra i soggetti, si rinnova con la convinzione che ogni donna, ogni uomo e ogni generazione racchiudono in sé una promessa che può sprigionare nuove energie relazionali, intellettuali, culturali e spirituali. Una tale fiducia non è mai facile da vivere perché le relazioni umane sono complesse. In particolare, viviamo in questi tempi in un clima di sfiducia che si radica nella paura dell’altro o dell’estraneo, nell’ansia di perdere i propri vantaggi, e si manifesta purtroppo anche a livello politico, attraverso atteggiamenti di chiusura o nazionalismi che mettono in discussione quella fraternità di cui il nostro mondo globalizzato ha tanto bisogno. Oggi più che mai, le nostre società necessitano di “artigiani della pace” . Continua Francesco: La pace, in effetti, è frutto di un grande progetto politico che si fonda sulla responsabilità reciproca e sull’interdipendenza degli esseri umani. Ma è anche una sfida che chiede di essere accolta giorno dopo giorno. La pace è una conversione del cuore e dell’anima, ed è facile riconoscere tre dimensioni indissociabili di questa pace interiore e comunitaria:
– la pace con sé stessi, rifiutando l’intransigenza, la collera e l’impazienza e, come consigliava San Francesco di Sales, esercitando “un po’ di dolcezza verso sé stessi”, per offrire “un po’ di dolcezza agli altri”;
– la pace con l’altro: il familiare, l’amico, lo straniero, il povero, il sofferente…; osando l’incontro e ascoltando il messaggio che porta con sé;
– la pace con il creato, riscoprendo la grandezza del dono di Dio e la parte di responsabilità che spetta a ciascuno di noi, come abitante del mondo, cittadino e attore dell’avvenire.

 
Le parole del Papa, come sempre, sono di grande profondità e di altrettanto realismo. Laicamente, io credo, dovremmo chiederci cosa ha profondamente trasformato, e continua a trasformare, la natura e le forme della politica, del potere e delle istituzioni ai vari livelli. Vi sono certamente tre elementi, che qui si accennano e che saranno occasioni di riflessione nel corso dell’anno:
– le diseguaglianze, fenomeni non naturali ma provocati da scelte politiche sbagliate e perpetrate, in particolare, negli ultimi decenni. .Va da sé che le diseguaglianze, oltre ad ampliare la forbice tra i ricchi e i poveri, erodono le classi medie e minano la coesione sociale nei singoli Paesi e a livello globale;
– le crescenti dinamiche dell’innovazione tecnologica e il crescente intreccio con le scienze biologiche e neurologiche che, come notavo ieri a proposito del “transumano”, pongono in discussione il senso stesso dell’ “essere umani”;
– le radicali metamorfosi nel campo delle relazioni internazionali laddove ciascuno dei diversi “player globali” fa il proprio gioco. Chi non ha visione sistemica, come l’Europa, rischia l’annientamento strategico ed è proprio il Vecchio Continente, a livello globale, il grande assente sui grandi temi e sulle sfide decisive del “futuro già presente”.
L’anno che inizia oggi presenta sfide ormai consolidate. Questo spazio è a disposizione di chi voglia ri-pensare, insieme, una politica del “progetto umano e planetario”.

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